Diptyque a Milano

dyptiqueDiptyque Eau Mohéli. La bellezza dell’ylang ylang diventa un soliflore

L’ylang ylang è considerato il fiore più seducente e narcotico del regno vegetale, tanto da essere soprannominato “fiore dei fiori”. Preda tropicale ambita dai profumieri per via del suo aroma soave e afrodisiaco che esplode dalle sue corolle a grappolo color oro durante la stagione asciutta del continente africano, l’ylang ylang è conosciuto anche con il nome botanico cananga odorata e cresce sulla più piccola delle isole delle Comore, Mohéli, un giardino dell’eden lussureggiante e fragrantico in cui si incontrano gli aromi dell’Africa, i sentori dell’Oceano Indiano, i profumi della cultura araba. Un fiore così affascinante, che in passato ha stregato così tanto Jean Paul Guerlain da diventare protagonista della piramide olfattiva di Mayotte (ex Mahora),non poteva lasciare indifferente Diptyque, maison nota per le sue fragranze che invitano al viaggio. E’ così che Diptyque si è messo in viaggio verso Mohéli con l’intenzione di carpire i segreti aromatici celati nei lunghi petali arruffati dell’ylang ylang e poi farne un profumo per Les Florales, la collezione che distilla l’aura aromatica di fiori iconici.Eau Mohéli è un soliflore che rende omaggio alla conturbanza fragrantica dell’ylang ylang, rivelandone sfaccettature sconosciute.Non pensate di trovare il fiore solare! Dimenticate la sua nota canfora, che lo rende un po’ medicamentoso! Non scambiatelo per la controfigura inebriante di un gelsomino o di una tuberosa! Per comporre questo soliflore, il naso Olivier Pescheux ha scelto di raccontare la materia prima più da vicino: come un fiore con le foglie. Un fiore che non ha fatto gridare per annunciare gli altri ma che respira, al contrario, incastonato nel suo fogliame, in mezzo a una vegetazione abbondante e ad altri alberi fioriti.loto e Lachesi e Atropo, che ai mortali quando son nati danno da avere il bene e il male, che di uomini e Dei i delitti perseguono”

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Per sublimare l’ylang-ylang, il naso ha scelto note verdi leggermente croccanti, che profumano di violetta e di ribes nero. Sono state aggiunte spezie fresche e pepate, come la bacca rosa, e accordi boisé e balsamici, come patchouli, vetiver, benzoino, fava tonka.

Con Eau Mohéli, Diptyque ha intrapreso un’avventura senza concessioni che solo qualche anno fa non sarebbe stata possibile. Se nessun creatore di profumi fino ad ora aveva osato utilizzare il fiore in tutto il suo splendore, è anche perché è difficile creare un profumo senza garantire la continuità dei suoi componenti.

Data la sua natura tropicale, l’ylang-ylang è un fiore impaziente e capriccioso. Esige di essere raccolto ogni settimana la mattina all’alba, perché altrimenti rischia di perdere il suo profumo, poi di essere distillato entro le due ore successive alla raccolta. Le donne raccolgono delicatamente i fiori gialli direttamente dall’albero per poi deporli in ceste intrecciate perché siano pesati e successivamente distillati. Il processo di distillazione, realizzato localmente, può richiedere fino a venti ore e le prime quattro permettono di produrre le qualità migliori, quelle che diptyque utilizzerà.

Sempre alla ricerca di materie prime di qualità, Diptyque partecipa attualmente al progetto di sviluppo sostenibile portato avanti da molti anni da Givaudan sull’isola di Mohéli per evitare che il “fiore dei fiori” scompaia definitivamente. Partecipando allo sviluppo dei vivai, la maison contribuisce in due modi a rendere stabile l’approvvigionamento e la qualità eccezionale di questo fiore esotico: da un lato attraverso la coltivazione di piantagioni di alberi di ylang-ylang e dall’altro proteggendo il loro ambiente naturale grazie all’approvvigionamento di legna da ardere necessaria per la distillazione dei fiori evitando la deforestazione.

Articolo apparso su http://www.extrait.it/diptyque-eau-moheli-la-bellezza-dellylang-ylang-diventa-un-soliflore/ 

NOVITA' 2018

Negli anni ‘60, una fragranza cambiava il mondo: il patchouli. Vi si poteva avvertire la libertà, una nuova spiritualità vicina alla natura e tutte le speranze di una generazione che inventava il futuro. Tempo è un omaggio a questa icona olfattiva. Ma non bisogna pensare al profumo di allora e al suo ruvido sentore di umido sottobosco. Qui invece, tre estratti di un patchouli proveniente dall’isola di Sulawesi in Indonesia danno ritmo alla composizione con le loro sfumature, a volte boisé e volitive, a volte terrose e avvolgenti. Acceso dalla foglia di viola, Tempo vibra sulla pelle con una sorprendente complessità.

 Lo sapevate? Contrariamente al suo sentore boisé, l’olio odoroso del patchouli non viene estratto dal legno, come nel caso del cedro o del sandalo, ma dalle foglie di una pianta aromatica che in Indonesia è chiamata Nilam.

 Collezione olfattiva: boisé
Materie prime: patchouli, maté, salvia sclarea

Incidente olfattivo: viola

Nell’antica Grecia, un mito superava ogni altro in termini di passione e sensualità: l’amore travagliato di Eros e Psiche, la ricerca della bella per ritrovare il suo amato e il felice risultato della loro unione, da cui nasce una figlia, Voluttà… Un odore in particolare riesce a tradurre in profumo questa leggenda, quello dei muschi. Altrettanto mitici, hanno il dono di sublimare la pelle con i loro accenti carnali e conturbanti. Nel cuore di Fleur de Peau, sono di volta in volta soffici, vellutati o morbidi. Esaltati dall’iris elegantemente poudré e dai semi di ambretta dagli accenti ambrati e fruttati, si rivelano in tutta la loro dimensione tattile.

 Lo sapevate? L’assoluta di semi di ambretta è prodotta dal fiore di ibisco. Le sue note sono di una ricchezza straordinaria: dolci, leggermente animali, fruttate dal sentore di pera e prugna.

 Collezione olfattiva: floreale
Materie prime: muschio, iris, ambretta
Incidente olfattivo: bacca rosa

 

TEL. 02 83241834.